Sostiene Seneca: il saggio non ha niente da perdonare perchè nessuna offesa lo può ferire, in quanto ha una visione superiore delle cose della vita.
Sarebbe veramente auspicabile poter raggiungere tale forma di perfezione: ogni uomo sogna di potersi comportare da saggio.
Il perdono può nascere spontaneo in una persona giusta quando può riconoscere che il male ricevuto è stato causato da errore, ignoranza, casualità. Si può perdonare quando si riconosce che il danno ricevuto non ha conseguenze ed è solo una goccia in un mare di buoni sentimenti.
Si perdona al bambino che agisce per immaturità, ignoranza e incoscienza: si redarguisce e poi si perdona.
Ma quando quell’offesa diventa un’arma da cui non puoi difenderti, usata con le intenzioni più esecrabili, reiterata mille volte arrogantemente e proditoriamente, come fai allora a perdonare?
Quando chi ti arreca danno non si sogna nemmeno di affrontare un dialogo civile, perchè non avrebbe argomenti per giustificare le proprie vili azioni e riconosci che non vale nemmeno la pena perchè saresti tu a perderci ancor di più in dignità……
Come si può perdonare chi sfrutta il più debole per i propri fini, nel lavoro, nelle relazioni più disparate e in quelle più personali…..? E più ti era caro chi ti ha offeso così malamente, più si fa lontana la possibilità di perdonare. Più è lontano quel comportamento dalla tua idea di rapporto umano, più è impossibile perdonare.
Come puoi perdonare l’offesa di una persona in cui avevi riposto tutta la fiducia e la confidenza possibili? E allora l’unica soluzione è decidere di allontanarlo e ignorarlo. Solo così puoi sperare che desista dal continuare.
Perdonare significherebbe invece passare per deboli e incoraggiare quel comportamento all’infinito.
E siccome il malvagio fonda il proprio comportamento sulla debolezza o la bontà della sua vittima, perdonare lo autorizzerebbe a continuare.
Eliminandolo invece dalla propria esistenza, il malvagio non può più nuocere e deve rivolgere altrove le proprie mire.
Ci penserà Dio a perdonare, nella sua infinita bontà e saggezza.
Dio perdona……io NO



Bisogna vedere cosa si intende per “perdono”.
Perdonare può voler dire semplicemente non alimentare quell’odio profondo che naturalmente nasce di fronte ad alcuni comportamenti, non necessariamente mutare quel sentimento in amore, tanto più se non c’è pentimento da parte di chi deliberatamente ha procurato dolore.
Gesù perdonò i suoi carnefici, ma aggiunse ” … perchè non sanno quello che fanno.”
In questi casi, di fronte al pentimento sincero, al riconoscimento delle proprie malefatte, al proposito di non ripetere le proprie azioni, si manifesta la grandezza dell’animo umano nel “perdonare” il prossimo.
E in questi casi, secondo me, che l’uomo imita Dio nella sua grandezza. Perdonare non è facile.
Le cose semplici sanno farle tutti, quelle difficili no.
Ma infatti io non ho parlato assolutamente di “odio profondo”; ho detto che semplicemente ignoro ed elimino dalla mia vita chiunque mi fa del male deliberatamente, ripetutamente e senza ombra di ravvedimento. Chi, anzi, prosegue imperterrito sulla propria strada di pratica del male nella convinzione arrogante del diritto a prevaricare ad ogni costo.
Comunque grazie per avermi letto.