Come ogni anno, il solito festival della canzone italiana di Sanremo.
Non ho mai capito perchè questo spettacolo viene chiamato “festival della canzone”, quando poi ragiunge il suo parossismo nell’immagine. Bello o brutto, che piaccia o no, è tutto uno show d’immagine. Gli abiti, il trucco, le scene (ed anche le scenate)…. tutto ha il sapore di uno show, che io trovo anche insipido. Cosa hanno a che fare gli abiti stravaganti ricoperti di brillantini della Clerici con l’arte della musica? La musica si ascolta. La musica è tale se riesce a suscitare sentimenti. Per farlo non ha bisogno di moine, saltelli e capriole. Siamo proprio sicuri che vince la musica? O vengono premiati solo i protagonisti, gli scenografi, i conduttori, registi e chi più ne ha più ne metta ?
Penso io: “Se è un festival della canzone, fatelo alla radio !!!!! “



Io sono vecchio e ricordo i bei festival di una volta….
Certo lo spettacolo ci vuole anche, ma il troppo è troppo.
Ormai tutto è solo spettacolo, tutto è veloce e impalpabile: non resta niente. Le sensazioni che davano le canzoni di una volta (a parte qualche rara eccezione) ce le possiamo scordare. E la prova è il fatto che fra qualche giorno non le sentiremo più. Mentre dopo quarant’anni, continuiamo a cantare le canzoni di Mina, Vanoni, Celentano, Don Backy, Vaco, Battisti e tanti altri che sarebbe difficile enumerare. Nel mio articolo “La TV di oggi” ho evitato di citare vecchi spettacoli che ti facevano godere la serata: gli eterni Studio Uno, Canzonissima, Musichiere ecc.
Purtroppo con tutti questi sprechi che vediamo, dobbiamo pagargli anche il canone.
E, come risaputo, le ragioni economiche prevalgono sempre.
Trionfano la De Filippi e la Maionchi, abbiamo detto tutto.
Ma <>
è il massimo che ci si potesse aspettare.
L’Italia ha quello che si merita.
“fare l’amore in tutti i luoghi, in tutti i laghi”