Vedo che su questo blog ogni tanto si discute di giustizia e mi permetto di esprimere qualche mia modesta riflessione a proposito di un fatto all’ordine del giorno.
Da un po di giorni si parla delle deposizioni di Ciancimino, figlio del noto Vito Ciancimino ex Sindaco di Palermo. Nel processo riguardante alcuni alti funzionari delle istituzioni, accusati di favoreggiamento nei confronti di grandi capi mafiosi, Ciancimino Junior sforna con grandissima naturalezza tutta una serie di nuove verità sulle collusioni malavita-giustizia. Quello che non mi torna è che si sia ricordato di queste verità con un ritmo che musicalmente si direbbe di “contrappunto”. Cerco di esprimermi meglio. La storia insegna che le verità “scottanti” vengono fuori quando chi ha compiuto il misfatto non ha ormai il potere di sopraffare l’accusatore, o quantomeno di aggiustare le cose a proprio interesse. Invece Ciancimino canta come un canarino proprio mentre il danneggiato delle sue affermazioni è al culmine della sua influenza.
Che strano !!
Certo, come immagine il soggetto non ha certamente nulla altro da perdere. Mi chiedo invece cosa ha da guadagnare con le sue affermazioni. Non ditemi, vi prego, che sono rese per amore di onestà e verità, perchè sarebbe l’ultima cosa a cui crederei.
Ma se Ciancimino non fosse credibile come teste, sarebbe credibile la Giustizia che usa le sue affermazioni? Purtroppo nella Giustizia bisogna crederci, se no si commette un reato punito da quella stessa Giustizia in cui non si crede.
Chiaro, no ?



A parte il fatto che non ho ‘trovato’ l’autore dell’articolo ( ma sicuramente sono io che sono imbranato) vorrei sottolineare che ormai in Italia (da sondaggi affidabili) nella giustizia credono veramente in pochi. Questo perchè, grazie ai media, tutto viene sviscerato in pubblico e quindi anche le malefatte dei magistrati eversivi.