Le recenti considerazioni fatte da esimi pensatori, opinionisti e politici, sul problema ‘bamboccioni’ costringono il cittadino ad altrettante contro-opinioni.
Non si può negare che la nostra società in questo momento stia dimostrando lo sbandamento più totale su tutti i fronti. Nello specifico: negli ultimi vent’anni si è data e si continua a dare alla vita quotidiana dei giovani un’importanza così arrogante per cui fin da bambini hanno il mondo ai loro piedi e si convincono che tutto è loro dovuto. O meglio: nella stragrande maggioranza dei casi si può notare come già da prima dell’età della ragione siano scaraventati nella vita come se avessero vent’anni.
Sanno tutto, hanno tutto, fanno tutto come pare a loro con il rassegnato beneplacito di genitori ed insegnanti che si sono arresi per pigrizia, mancanza di tempo ed errata valutazione del ruolo di educatori. Certo, le leggi pseudo psico-sociologiche che recentemente hanno preso piede non aiutano. I genitori, i pochi che riconoscono questo dovere, non sono autorizzati a costringere o a punire. Il sano scappellotto di una volta ormai è reato: rischiano il penale. E allora come dovrebbero fare? Ma hanno ancora per legge la patria potestà sui figli? E quindi, delle due l’una. Quando poi però il figlio incorre in un reato di chi è la responsabilità? Dei genitori che non hanno saputo educare.
Se si fanno delle leggi che impediscono ai genitori di educare come meglio credono, di contro si dovrebbe innalzare la punibilità dei minori almeno a dodici anni.
Il bambino che arriva alla maggior età nella convinzione che tutto gli è permesso e dovuto, continua a sentire il diritto di adagiarsi nelle calde braccia della famiglia sfruttandone tutti i vantaggi, pur dando poco o niente in cambio. Ed ecco che li troviamo parcheggiati nelle università per anni, possibilmente fuori sede. E raccontano per anni fesserie su fesserie per giustificarsi e continuare tranquillamente la bella vita, la movida notturna, i bicchieri sempre pieni e possibilmente ogni tipo di droghe. Però hanno la macchina, i soldi in tasca e tutta la libertà che vogliono.
E dopo laureati? Uguale. Non cambia niente. << Non c’è lavoro, come faccio?>> Ce ne fosse uno che pensasse di fare il giardiniere, l’operaio, il commesso, l’idraulico, il ciabattino. Non sia mai!!! Tutti inutilmente laureati e a spasso. Ma neanche lauree poco frequentate e quindi con più possibilità di lavoro. No: solo medici, ingegneri, avvocati e architetti. Tutte professioni che richiedono decenni di praticantato e nelle quali se non sei figlio di altrettanto professionista non sei nessuno. Di questo passo tra altri vent’anni chissà dove saremo………..



Al seguente link potete vedere il servizio realizzato da UniromaTV dal titolo “Non siamo bamboccioni, ma bit generation”
http://www.uniroma.tv/?id_video=14937
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