Siccome ultimamente il termine “eutanasia”è stato di volta in volta modellato asseconda delle convenienze personali, uso il termine “morte assistita”, intendendo la fine della vita di una persona mentre viene consapevolmente osservata senza intervenire perchè ciò non avvenga, o addirittura provocandola.
Così penso di sfatare tutti i distinguo tra eutanasia e morte naturale, che hanno accompagnato tutti i dibattiti seguiti alla vicenda di Eluana Englaro. Nel caso di “morte assistita” così intesa in senso lato. Ognuno pensa e dice cose differenti, tutte rispettabili sino a che sono convinzioni proprie. Mi chiedo, però: è giusto strumentalizzare episodi così tragici, emozioni così importanti ed anche dolori personali, usando le sensibilità umana per i propri scopi, che siano politici, professionali o semplicemente per la voglia di popolarità in TV ?
E’ mia convinzione che casi di ampia discussione come quello di Eluana, e il suo in particolare, abbiano fornito il pretesto e l’occasione di sparlare. Prendo un esempio che considero singolare: Ignazio Marino. Marino non è un “semplice” parlamentare, ma è anche un medico. Chi meglio di lui poteva affrontare con argomentazioni convincenti il discorso seull’eutanasia, sulla libertà di scelta, sul testamento biologico? Era ed è una persona “del mestiere” e la sua battaglia politica, perchè tale la considero, ha avuto certamente il suo apporto positivo. Penso però che si sia macchiato di opportunismo e abbia combattuto per le idee puramente politiche, senza ulteriori analisi di altro tipo. Sono convinto che abbia fatto affermazioni di comodo per la sua battaglia, qualunque fossero.
Dico questo perchè in una trasmissione in diretta gli fu posta questa domanda: “Se arriva al suo pronto soccorso un giovane che ha tentato il suicidio, cosa fa? Lo cura o lo lascia morire visto che il paziente ha scelto di togliersi la vita?” Lui rispose che lo avrebbe curato, perchè poteva trattarsi di un raptus. Gli fu chiesto quindi, cosa avrebbe fatto se la stessa persona riprovava il suicidio per la seconda e la terza volta.
Marino non rispose a questa domanda, neanche quando gli fu rivolta per la terza volta. Cos’è ? Una risposta scomoda? Paura di affermare qualcosa di politicamente e professionalmente distruttivo? Paura di contraddirsi ? Timore di rivelarsi incoerente ? Incertezza ? Perdita di memoria?
Datemi un’altra ipotesi, perchè tutte quelle sopra non si addicono ad un parlamentare del calibro come Ignazio Marino.
Un comportamento del genere potrei capirlo da parlamentari di un livello culturale più basso. Diversamente, mi nasce il dubbio sull’onestà intellettuale delle persone.
Infine un appello personale a politici e giornalisti: smettete di utilizzare le tragedie per trarne vantaggi di qualsiasi genere. Ci riuscirete mai ?
A me queste cose indignano. Non so a voi.



Interessante quello che scrivi, ma ho la sensazione che anche tu stia peccando di opportunismo. O sbaglio?
a voi appassionati di qsto tema suggerisco di prendere parte al convegno che si terrà al palazzo dei congressi roma il 22-6 sul tema morte assistita ed eutanasia. Il sito da consultare è http://www.sanit.org.Grazie e accorrete numerosi